“Credendo speri, sperando ami”

Una riflessione sulla pace Non immaginavo di dover dedicare un altro editoriale alle ragioni della pace contro la guerra. Ingenuità! «S’è sparsa la pace, spargete la voce!». È uno slogan capace ancora di imporre una riflessione, sia pure con il linguaggio tipico di una comunicazione rapida, incisiva, provocatoria. «S’è sparsa la pace»: è andata in frantumi nel bel mezzo della vecchia Europa. S’è sparsa col sangue di tante vittime e con le lacrime di tanti innocenti. La pace è il bene più prezioso, ma anche il più fragile. «Spargete la voce»: siamo provocati a fare tutti la nostra parte. Nell’era della comunicazione le notizie e le immagini arrivano in diretta dai luoghi di combattimento: Dio non voglia che ci si prenda l’abitudine o l’assuefazione. «Spargete la voce» significa tenere alta la protesta, anzi la denuncia e mettersi al servizio di una cultura di pace: incontrarsi, parlare, scrivere, disegnare e soprattutto dare nutrimento ai pensieri di pace. C’è una voce che risuona quasi ogni giorno: è quel “tacciano le armi” proclamato da papa Francesco. E c’è la voce che sale a Dio incessantemente dai confini della terra e da infinti cuori: «Dona nobis pacem»! Lo slogan può avere un’altra lettura. «S’è sparsa la pace»: paradossalmente mai come in questo tempo l’idea e la volontà di pace si sono fatte così disperate fra la gente, i gruppi, le comunità; una pace non solo voluta e cercata come assenza di conflitti, ma anche come progetto di società e come accresciuta consapevolezza dell’interdipendenza fra...

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