«Nell’amore non c’è timore»

Il grazie del Vescovo Domenico

Apriamo il mensile riportando le parole di ringraziamento pronunciate da mons. Domenico Beneventi al termine della sua ordinazione episcopale nella splendida Cattedrale di Acerenza, alla presenza di un gran numero di persone, tra le quali una rappresentanza della Diocesi di San Marino-Montefeltro. Le parole di monsignor Domenico ci sono sembrate, ben oltre la circostanza, particolarmente significative e rivelative della sua personalità umana, spirituale ed ecclesiale.

È bello, giunti a questo momento, incrociare gli occhi di ognuno di voi e potervi dire “grazie”. Non ho trovato nei formulari degli encomi parola più appropriata e compiuta per esprimere la mia gratitudine e tutto l’affetto per la vostra vicinanza e amicizia. Grazie perché “ci siete”: la vostra presenza, segno di profonda amicizia, mi riempie di grande gioia. Grazie. Associandomi ai saluti di S.E. Mons. Francesco Sirufo, saluto e ringrazio con deferenza le autorità civili e militari che hanno preso parte alla Celebrazione Eucaristica, durante la quale, per grazia di Dio, sono stato ordinato Vescovo per la Chiesa di San Marino-Montefeltro. Sono veramente grato a ciascuno per aver lasciato nel mio cuore ciò che mi ha reso l’uomo, il credente e il sacerdote che sono.
Esprimo il mio grazie: a Dio, datore della vita, Amore infinito, Onnipotente, giusto e misericordioso. A Lui elevo il mio rendimento di grazie per avermi scelto e costituito successore degli Apostoli. A te, o Altissimo, con le parole di Francesco di Assisi chiedo: «di fare ciò che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ciò che a te piace, affinché interiormente purificato, interiormente illuminato e acceso dal fuoco dello Spirito Santo, possa seguire le orme del diletto Figlio tuo, nostro Signore Gesù Cristo».
A Sua Santità, papa Francesco, che rivolgendo la sua attenzione alla mia persona, mi ha nominato Vescovo dell’amata Diocesi di San Marino-Montefeltro.
Alla mia famiglia, papà Nicola, mamma Antonietta, Giulia, Carmine e Antonio, che mi hanno custodito e sostenuto sempre, insegnandomi che la grandezza dell’uomo risiede sempre nella gentilezza e nel saper dire “sempre” grazie, con cuore aperto e accogliente.
Al mio Vescovo, mons. Francesco Sirufo, che incoraggiando i miei passi ad accogliere liberamente e fiduciosamente l’elezione episcopale, con lo sguardo, paterno e amicale, mi ha esortato ad essere custode e collaboratore del popolo di Dio per una Chiesa «in ogni luogo, attenta ed esperta di umanità». Grazie per il dono della sua paternità.
Agli Ecc.mi Arcivescovi e Vescovi qui presenti, tra cui il carissimo mons. Andrea Turazzi, che ha guidato con sapienza e premura la Diocesi di San Marino-Montefeltro, manifestandomi, da subito, affetto e vicinanza. La vostra vicinanza mi offre la possibilità di sperimentare la bellezza e la forza dell’amicizia, sostegno indispensabile per maturare un impegno apostolico scevro da ogni individualismo e autoreferenzialità: mi consegno con simpatia alla vostra sincera e cordiale amicizia, sicuro che troverò sempre sostegno e ristoro fraterno.
Ai sacerdoti, soprattutto ai miei confratelli del presbiterio acheruntino e al mio carissimo presbiterio di San Marino-Montefeltro, al mio carissimo parroco don Donato Glisci, ai diaconi, religiosi e religiose, consacrate e consacrati; ai seminaristi del Seminario Maggiore di Basilicata con i loro Superiori; al carissimo Paolo, seminarista della nostra Diocesi di San Marino-Montefeltro, agli studenti dell’Istituto Teologico di Basilicata e al suo Direttore, ai docenti e ai collaboratori: sento vivo il desiderio di rivolgere a ciascuno di voi parole di cordiale gratitudine e affetto per avermi “voluto bene” e per i nostri percorsi di crescita umana ed ecclesiale.
A Castelmezzano, mio paese natìo, che mi ha dato le orgogliose origini lucane, a Laurenzana e Pietrapertosa, le mie prime parrocchie, ad Acerenza, nostro centro Diocesi, a tutte le singole comunità parrocchiali della nostra amata Diocesi: grazie per avermi permesso di annunciare e vivere il Vangelo come discepolo e pastore con voi e in mezzo a voi.
Alle aggregazioni laicali: Rinnovamento nello Spirito, Comunione e Liberazione, UNITALSI, OFS, Neocatecumenali, Gruppo di preghiera di Padre Pio: grazie per avermi accompagnato e per quanto fate a servizio dell’edificazione della comunità ecclesiale. Attraverso di voi ho sempre vissuto e contemplato la creatività dello Spirito Santo che agisce in maniera sorprendente e inedita perché «nessuno vada perduto».
Non me ne vogliate per questa particolare attenzione. Dico grazie alla mia amata Azione Cattolica, che mi ha generato alla passione ecclesiale dell’apostolato vivo e coraggioso. Se con il Battesimo sono diventato cristiano, in AC sono diventato “il giovane”, oggi il sacerdote e l’adulto, dell’impegno ecclesiale che assume il mondo per un impegno missionario e secolare perché cresca il Regno d’amore del Sacro Cuore di Gesù.
A quanti hanno contribuito a rendere la Celebrazione bella e solenne e agli organizzatori di questo evento: il sindaco di Acerenza, dott. Fernando Scattone, il Comitato diocesano organizzatore, il servizio liturgico, la meravigliosa corale “Mons. Perosi” della mia parrocchia di Pietragalla, diretta dal Maestro Teodosio Bevilacqua e sostenuta da tutti i professionisti dell’orchestra, il servizio d’ordine, quanti hanno predisposto e decorato la nostra splendida Cattedrale, i miei ministranti, insomma tutti coloro che si sono adoperati perché tutto fosse “a regola d’arte”, per la gloria e la lode di Nostro Signore Gesù Cristo.
Ai giovani della comunità di recupero per tossicodipendenti di Siano e a tutta l’équipe educativa, perché mi hanno insegnato che la fraternità non è un’ideologia, ma la condivisione della vita, che scaturisce dall’ascolto e dall’incontro, guardando alla stessa meta: la bellezza della vita che Dio ci ha donato.
Ai miei amici, tantissimi… ognuno di voi è sempre il più bell’orizzonte in cui perdersi, per ritrovare sé stessi alla sorgente del respirare e del calore umano, segno, in terra, dell’amore straordinario di Dio. Avete notato che non ho citato Pietragalla… si è inchiodata nel mio cuore!!! Sono certo, però, che in questo momento, con gratitudine al Signore e con il sostegno del nostro patrono, san Teodosio, mi consegnate con generosità alla mia Chiesa di San Marino-Montefeltro, cui apro le braccia e il cuore per accogliervi e amarvi tutti, con l’entusiasmo e la passione che Gesù, mio Signore e mio tutto, riesce a infondermi. Grazie, è tutto ciò che riesco a dire.
Infine, non per importanza, grazie ad Armida Barelli, padre Agostino Gemelli, don Angelo Mazzarone, Piergiorgio Frassati, Giovanni Paolo II ed oggi, nel giorno del suo anniversario, a don Tonino Bello, cui affido il mio ministero episcopale, perché impari ad essere “cireneo della gioia” con “stola e grembiule”. Tutti loro dall’Alto mi hanno guidato e mi guidano ad andare “Verso l’Alto”, senza alcun timore. «Nell’amore non c’è timore» (1Gv 4,18),
Grazie!

+ Domenico Beneventi
maggio 2024