Un nuovo Pastore: giovane, preparato e… sorridente!

Il benvenuto della Diocesi a don Domenico Beneventi

Sabato 3 febbraio alle ore 12 la Cattedrale di Pennabilli si riempie di sacerdoti, laici, religiosi e religiose per “una comunicazione importante”. Così si è espresso il Vicario Generale, don Mirco Cesarini, nel suo invito. Dopo la preghiera dell’Angelus viene intonato il solenne Veni Creator Spiritus. Tra i presenti è visibile l’emozione. L’immaginazione, per quanto riguarda la notizia, ben presto si scioglie. Il Vescovo Andrea esordisce con queste parole: «Immagino sappiate perché siete qui! Abbiamo iniziato l’assemblea con l’invocazione allo Spirito Santo sulla nostra Chiesa e su ciascuno per prepararci ad accogliere il nuovo Vescovo, perché lo Spirito scenda con abbondanza su di lui, e su di me, perché sappia vivere bene il distacco canonico e vivere ancor meglio la comunione profonda con tutti e con ciascuno, comunione che non finirà mai».
A questo punto il Vescovo Andrea confidenzialmente riprende: «Penso siate un po’ curiosi. Ad inizio settimana ricevo la telefonata del Nunzio Apostolico, Sua Eminenza il Cardinale Emil Paul Tscherrig: “Eccellenza, si tenga pronto, il Dicastero dei Vescovi sta provvedendo al suo avvicendamento”. Poi mi dice che al telefono non può parlare. Tutto è sub secreto pontificio. Prometto l’assoluta segretezza». Crescono nei presenti l’attenzione, il silenzio e la curiosità. A questo punto il grande annuncio. Sono le parole del Nunzio apostolico, Card. Paul Emil Tscherrig:

“Eccellenza,

mi reco a premura di comunicarle che il Santo Padre ha nominato come suo successore per la Chiesa che è in San Marino-Montefeltro il Rev.do Domenico Beneventi del Clero di Acerenza, finora parroco e docente. Desidero, in questa occasione, rivolgerle i miei più profondi e cordiali sentimenti di gratitudine per quanto da lei svolto in questi anni in qualità di guida per la comunità che è in San Marino-Montefeltro, per il costante impegno e la dedizione profusi, ad immagine di Cristo, Buon Pastore”.

Esplode un grande applauso. Il primo pensiero: la Diocesi continua la sua missione nel Montefeltro e a San Marino. Una grande responsabilità viene affidata ai cattolici della Diocesi: camminare a fianco della più antica Repubblica. Tutto a dispetto del chiacchiericcio che immaginava la fine o l’accorpamento dell’antica Diocesi feretrana a qualche Diocesi vicina.
«Don Domenico – prosegue il Vescovo – viene nel nome del Signore. Gli spalanchiamo immediatamente braccia e cuore. Diciamo grazie per il dono della successione apostolica, per l’unità col Santo Padre, per il legame sacramentale del Vescovo con la sua Chiesa (il Vescovo non è un alto funzionario, un prefetto territoriale, un dirigente) e poi la fortuna di una guida nuova, preparata, giovane e sorridente. Viene da una regione un po’ lontana, ma poi non così tanto; viene da una terra, la Basilicata, simile alla nostra: montagne, piccoli borghi e tanto verde. È un giovane parroco, con una esperienza importante nella pastorale giovanile, esperto di comunicazioni sociali. Per quanto mi riguarda è giusto metta briglie al cuore, ma è anche vero che “il cuore è il cuore”, ha le sue esigenze e reclama i suoi spazi. Avremo modo di scambiarci confidenze, ricordi, memorie di chi ci ha lasciato, abbracci e, per quanto mi riguarda, richieste di perdono».
Il Vicario Generale legge con emozione l’indirizzo di saluto del nuovo pastore alla Diocesi. C’è una grande attenzione. Viene letta anche la scheda, preparata dal Dicastero per i Vescovi, con il profilo personale di don Domenico Beneventi, e infine viene data comunicazione del decreto col quale il Vescovo Andrea viene nominato Amministratore apostolico fino alla presa di possesso del nuovo Vescovo. L’assemblea si scioglie con il canto alla Vergine Maria, patrona della Diocesi di San Marino-Montefeltro.

a cura della Redazione

 

 CARISSIMO DON MIMMO

Carissimo don Mimmo, che cosa troverai qui? Anzitutto cuori e menti aperte all’accoglienza e alla collaborazione; l’esperienza della sinodalità vissuta: i Consigli diocesani, presbiterale, pastorale, sinodalità, economico e dei beni culturali; un clero secolare e religioso che si incontra ben tre volte al mese per la preghiera, lo studio, la conoscenza reciproca; quattro seminaristi, uno incamminato al ministero diocesano e tre alla vita religiosa; sette comunità contemplative e altrettante di vita apostolica; un laicato “intraprendente, presente e…”; dodici Uffici Pastorali, non solo esecutivo del Vescovo, ma portavoce delle istanze delle comunità: esperienze, gioie e fatiche, per passare sempre di più dalla frammentazione all’unità; e poi tante amicizie e collaborazioni, a partire dalle istituzioni civili, universitarie e scolastiche, alle forze dell’ordine, del servizio civile e del volontariato. Ci aspettiamo un aiuto a riedificare il popolo cristiano, impedendogli di pensare, al di là di tutto, che la fede sia una cosa già assodata, immutabile. Invece, la fede deve essere di nuovo chiesta e richiesta al Signore e rivissuta in lui, nell’appartenenza al suo popolo che è la Chiesa.
Concludo, carissimo don Domenico, ricordandoti che, insieme a collaborazioni e aiuti, ci saranno momenti in cui sarai solo davanti alle decisioni. Così è stato ricordato anche a me: il governo non è un aspetto secondario; è, direi, lo strumento fondamentale della nostra santificazione. Il Vescovo si santifica perché nel governo gioca tutta la sua carità verso Cristo, verso le persone e verso la Chiesa. Il punto più faticoso è probabilmente quello di tenere insieme il rispetto e l’amore alla persona con il rispetto e l’amore alla Chiesa. Non temere: il Signore ti terrà compagnia!
Troverai una Chiesa buona, una Chiesa benevola, una Chiesa che, nel cammino di questi anni, ha fatto un salto significativo. Troverai soprattutto il percorso che abbiamo fatto per la recezione dell’Evangelii gaudium di Papa Francesco. Su questa linea si è mossa l’azione pastorale, pur fra difficoltà e limiti.
Una convinzione, più volte richiamata: “Cristiani si diventa”. Ne è scaturito un percorso fortemente segnato dalla Parola di Dio. Il suono delle campane, che riempie le nostre vallate, giunga fino a te. Ti accompagnino la Beata Vergine Maria delle Grazie e i nostri Santi Patroni, Marino e Leone.

+ Andrea Turazzi, febbraio 2024