Vita della Chiesa

Intelligenza artificiale: vizi e virtù

Giornata della Pace e Anno della Preghiera Il tema della Giornata Mondiale della Pace, celebrata il primo giorno dell’anno, ha visto come tema l’intelligenza artificiale. Essa, come frutto dell’intelligenza umana, «è espressione della dignità donataci dal Creatore, che ci ha fatti a sua immagine e somiglianza e ci ha messo in grado di rispondere al suo amore attraverso la libertà e la conoscenza». Mette in guardia il Papa: «i risultati che si conseguono, proprio in quanto frutto di approcci specificamente umani al mondo circostante, hanno sempre una dimensione etica, strettamente legata alle decisioni di chi progetta la sperimentazione e indirizza la produzione verso particolari obiettivi. Non possiamo infatti presumere a priori che il suo sviluppo apporti un contributo benefico al futuro dell’umanità e alla pace tra i popoli. Tale risultato positivo sarà possibile solo se ci dimostreremo capaci di agire in modo responsabile. L’intelligenza artificiale – fa notare il Santo...

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Adorazione, via per l’Incarnazione

Un Natale di preghiera per la pace Ripercorriamo l’Avvento attraverso le parole del Santo Padre, dal quale siamo stati guidati alla gioia del Natale. Nella prima domenica «Gesù ci rivolge per ben tre volte un’esortazione semplice e diretta: “Vegliate”. Il tema è dunque la vigilanza. Allora prepariamo con cura la casa del cuore, perchè sia ordinata e ospitale. Vigilare, infatti, significa tenere pronto il cuore. Coltiviamo dunque la sua attesa – esorta il Papa – senza farci distrarre da tante cose inutili e senza lamentarci in continuazione, ma tenendo il cuore vigile, cioè desideroso di Lui, desto e pronto, impaziente di incontrarlo» (Angelus, 3 dicembre).Siamo poi invitati a guardare a Maria, donna dell’attesa, capace di «stupore per le opere di Dio e di fedeltà nelle cose semplici. Per accogliere i grandi doni di Dio, infatti, è decisivo saper fare tesoro di quelli più quotidiani e che meno appaiono. Ed è...

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Emmaus e la gioia del Vangelo

Dieci anni dell’Evangelii gaudium Dopo aver incontrato, nel corso delle Udienze generali di questi mesi, diversi testimoni dell’annuncio del Vangelo, il Santo Padre si è proposto di «sintetizzare questo ciclo di catechesi sullo zelo apostolico in quattro punti, ispirati all’Esortazione apostolica Evangelii gaudium», che a novembre ha compiuto dieci anni. «Il primo dei quattro non può che riguardare l’atteggiamento da cui dipende la sostanza del gesto evangelizzatore: la gioia. Il messaggio cristiano, come abbiamo ascoltato dalle parole che l’angelo rivolge ai pastori, è l’annuncio di una grande gioia. E la ragione? Una buona notizia, una sorpresa, un bell’avvenimento? Molto di più, una Persona: Gesù! Gesù è la gioia. La nascita di Gesù, nella storia come nella vita, è il principio della gioia: pensate a quello che è successo ai discepoli di Emmaus che dalla gioia non potevano credere, e gli altri, poi, i discepoli tutti insieme, quando Gesù va al...

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«Su di te sia Pace!»

Chiesa in ascolto dello Spirito Immersi in un clima generale di guerra e odio, guardiamo alle parole del Santo Padre come a un faro nella notte, luce che rischiara le tenebre del mondo. Fissiamo lo sguardo sui gesti di speranza che pone, come l’elezione di nuovi cardinali, segno di una Chiesa fondata sulla roccia di Pietro ed estesa fino ai confini della terra. Ad essi, attraverso il testo evangelico della Pentecoste, il Papa invita a «ripensare con gratitudine al dono di essere stati evangelizzati e di essere stati tratti da popoli che, ciascuno a suo tempo, hanno ricevuto il Kerygma, l’annuncio del mistero di salvezza. Lì, nella storia del nostro popolo, direi nella “carne” del nostro popolo, lo Spirito Santo ha operato il prodigio della comunicazione del mistero di Gesù Cristo morto e risorto». Ha poi sottolineato: «la Pentecoste – come il Battesimo di ciascuno di noi – non è...

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“Non abbiate paura della piccolezza!”

Viaggio Apostolico in Mongolia Ripercorriamo le tappe del Viaggio Apostolico di Sua Santità Francesco in Mongolia, avvenuto fra il 31 agosto e il 4 settembre. «Gustate e vedete com’è buono il Signore» , ha esortato il Papa con le parole del Salmo 34. «Perchè la gioia e la bontà del Signore non sono qualcosa di passeggero, ma rimangono dentro, danno gusto alla vita e fanno vedere le cose in modo nuovo». Perciò, in occasione del discorso tenuto a vescovi e religiosi, ha invitato ad «assaporare il gusto della fede in questa terra facendo anzitutto memoria di storie e di volti, di vite spese per il Vangelo. Alle esperienze del primo millennio, segnate dal movimento evangelizzatore di tradizione siriaca diffusosi lungo la via della seta, è seguito un considerevole impegno missionario. Intorno al 1310, Giovanni da Montecorvino fu nominato primo Vescovo di Khān Bālīq. Fu proprio lui a fornire la prima...

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“Maria si alzò e andò in fretta”

XXXVII Giornata Mondiale della Gioventù Abbiamo seguito con commozione il Viaggio Apostolico di Sua Santità Francesco in Portogallo, in occasione della XXXVII Giornata Mondiale della Gioventù. Nell’incontro con le autorità locali, il Pontefice ha esordito dicendo: «Ci troviamo ai confini del mondo perchè questo Paese confina con l’oceano, che delimita i continenti. Lisbona ne porta l’abbraccio e il profumo. Un mare che è molto più di un elemento paesaggistico, è una chiamata impressa nell’animo di ogni portoghese». Ha poi auspicato che «la Giornata Mondiale della Gioventù sia, per il “vecchio continente”, un impulso di apertura universale. Perchè di Europa, di vera Europa, il mondo ha bisogno!». Aggiunge il Papa: «L’oceano, immensa distesa d’acqua, richiama le origini della vita. Nel mondo evoluto di oggi è divenuto paradossalmente prioritario difendere la vita umana, messa a rischio da derive utilitariste, che la usano e la scartano. Lisbona, abbracciata dall’oceano, ci dà però motivo...

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Santità e zelo apostolico

I santi ci insegnano la missione Ripercorriamo le ultime udienze papali, incentrate sul tema dell’evangelizzazione, in cui il Santo Padre ha proposto esempi di Santi che hanno vissuto lo zelo apostolico in modo esemplare. Anzitutto san Francesco Saverio, patrono delle missioni. Egli, nato in Spagna del 1506, «va a studiare a Parigi e lì incontra Ignazio di Loyola. Si fa gesuita, poi diventa sacerdote, e va a evangelizzare, inviato in Oriente. Arrivato a Goa, in India, durante una preghiera notturna presso la tomba dell’apostolo san Bartolomeo, sente di dover andare oltre. Salpa dunque per le Molucche, le isole più lontane dell’arcipelago indonesiano. Qui mette in versi il catechismo nella lingua locale e insegna il catechismo cantandolo. Si dirige poi in Giappone e da lì – dopo tre anni durissimi per il clima, le opposizioni e l’ignoranza della lingua – decide di andare in Cina. Ma il suo disegno fallisce: egli...

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Dio ha bisogno di te!

Viaggio apostolico in Ungheria In occasione della 60a giornata di preghiera per le vocazioni, il Santo Padre ci invita a riscoprire la vocazione come «l’intreccio tra scelta divina e libertà umana», un rapporto dinamico e stimolante che ha per interlocutori Dio e il cuore umano». «Ognuno di noi – sottolinea il Papa – nessuno escluso, può dire: Io sono una missione su questa terra. Quest’azione missionaria non nasce semplicemente dalle nostre capacità, intenzioni o progetti, né dalla nostra volontà e neppure dal nostro sforzo di praticare le virtù, ma da una profonda esperienza con Gesù. Solo allora possiamo diventare testimoni di Qualcuno, di una Vita, e questo ci rende “apostoli”» (Messaggio per la 60a giornata mondiale vocazionale, 30 aprile).Pellegrino in Ungheria, ha esortato i giovani: «Non spaventatevi delle vostre miserie. Il Signore non fa grandi cose con persone straordinarie, ma con persone vere! Amici – incalza il Papa – ciascuno...

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Ricorda e cammina!

Appuntamento in Galilea «La notte sta per finire e si accendono le prime luci dell’alba, quando le donne si mettono in cammino verso la tomba di Gesù. Avanzano incerte, smarrite, con il cuore lacerato dal dolore per quella morte che ha portato via l’Amato. Ma, giungendo presso quel luogo e vedendo la tomba vuota, invertono la rotta, cambiano strada; abbandonano il sepolcro e corrono ad annunciare ai discepoli un percorso nuovo: Gesù è risorto e li attende in Galilea. L’appuntamento col Risorto è lì. La rinascita dei discepoli, la risurrezione del loro cuore passa dalla Galilea. Ma, fratelli e sorelle, ci domandiamo oggi: che cosa significa andare in Galilea? Significa ritornare alle origini, perché proprio in Galilea tutto era iniziato. Dunque andare in Galilea è tornare alla grazia originaria, è riacquistare la memoria che rigenera la speranza. Là dov’è iniziata la nostra storia d’amore con Gesù, dove è stata la...

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Alla luce della Pasqua

Chiesa in cammino sinodale Continua il percorso sinodale della Chiesa, nel quale il Santo Padre ci accompagna anche attraverso le catechesi settimanali incentrate sulla passione per l’evangelizzazione. Invita il Papa: «ripartiamo dalle parole di Gesù: Andate – dice il Risorto –, non a indottrinare non a fare proseliti ma a fare discepoli, cioè a dare ad ognuno la possibilità di entrare in contatto con Gesù, di conoscerlo e amarlo liberamente. Andate battezzando: battezzare significa immergere la propria vita nel Padre, nel Figlio, nello Spirito Santo; provare ogni giorno la gioia della presenza di Dio che ci è vicino come Padre, come Fratello, come Spirito che agisce in noi, nel nostro stesso spirito. Battezzare è immergersi nella Trinità. E quando Gesù dice ai suoi discepoli – e anche a noi –: “Andate!”, non comunica solo una parola bensì lo Spirito Santo. Lo scopriamo negli Atti degli Apostoli, dove ad ogni pagina...

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